Cosa sono gli OBE: esplorando le sensazioni dell’esperienza extracorporea dall’interno

Le esperienze extracorporee, meglio note con la sigla OBE, sono stati alterati di coscienza in cui le persone riferiscono di percepire se stesse fuori dal proprio corpo fisico, osservandolo da una prospettiva esterna. Da un lato si ritiene siano il frutto di stati onirici o neurologici, dall’altro vengono considerate come prove dell’esistenza di un’entità spirituale con coscienza separata dal corpo fisico. In questo articolo verranno esaminate le tesi contrapposte prendendo in considerazione sia testimonianze dirette che i risultati della ricerca.

Le esperienze extracorporee, meglio note con la sigla OBE, sono stati alterati di coscienza in cui le persone riferiscono di percepire se stesse fuori dal proprio corpo fisico, osservandolo da una prospettiva esterna. 

Durante un OBE, il soggetto può vedere e sentire l’ambiente circostante e la sua sensazione principale è quella di fluttuare sopra il proprio corpo, come un’entità separata. Nonostante la natura suggestiva e quasi paranormale che queste esperienze possono assumere, la loro origine è ancora dibattuta nella comunità scientifica. 

Da un lato si ritiene siano il frutto di stati onirici o neurologici, dall’altro vengono considerate come prove dell’esistenza di un’entità spirituale con coscienza separata dal corpo fisico. In questo articolo verranno esaminate le tesi contrapposte prendendo in considerazione sia testimonianze dirette che i risultati della ricerca.

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Da cos’è provocata un OBE

Gli stati alterati di coscienza definiti come OBE possono essere indotti da diverse cause e situazioni di stress. Un fattore scatenante sembra essere rappresentato da momenti di forte pericolo o paura come incidenti, infarti o attacchi di panico improvvisi, in cui la mente umana entra in una sorta di trance di difesa che separa l’entità cosciente dal corpo. 

Anche interventi chirurgici e anestesie generali sono stati correlati a esperienze extracorporee, forse dovute a stimoli anomali peri-operatori. Pratiche meditative profonde e prolungate come quelle yoga o del buddismo zen possono inoltre indurre OBE, sfruttando la capacità mentale di modificare i propri stati di veglia. 

Infine, l’assunzione di droghe psichedeliche sembra rappresentare uno dei metodi più diretti per innescare la percezione extracorporea.

Quali sensazioni si provano durante un’esperienza fuori dal corpo

Le sensazioni provate durante un OBE sembrano possedere dei tratti ricorrenti. Prima fra tutte vi è la percezione del proprio sé fuori dal corpo fisico, come se l’entità cosciente potesse muoversi e fluttuare nello spazio circostante con estrema libertà. 

Spesso chi sperimenta un OBE è in grado di osservare il proprio corpo disteso dall’alto o da una prospettiva laterale. Altre sensazioni tipiche sono la totale assenza di dolore o paura nonostante la particolare condizione, unita a un senso di onnipotenza e autorealizzazione. Talvolta si può conservare anche la percezione extra-sensoriale dell’ambiente, con la capacità di vedere attraverso gli ostacoli o udire conversazioni a distanza.

Cosa dicono gli uomini di scienza sulle OBE

Gli scienziati hanno condotto numerosi esperimenti nel tentativo di validare in maniera rigorosa l’ipotesi che durante un OBE l’entità cosciente possa allontanarsi realmente dal corpo. 

In diversi studi a soggetti in stato di trance è stato chiesto di riferire stimoli visivi e uditivi posizionati in aree non raggiungibili dal punto di vista fisico. In alcuni casi le risposte sembrano aver confermato questa capacità extra-sensoriale. 

Altre ricerche si sono concentrate sulle modifiche fisiologiche che accompagnano un OBE, rilevando variazioni nella pressione sanguigna, nella temperatura cutanea e nell’attività cerebrale, a sostegno di un effettivo distacco dal corpo a livello neurologico. Tuttavia, manca ancora una prova decisiva di questi stati alterati.

Racconti dai testimoni di un esperienza extracorporea

Una fonte primaria di informazioni sugli OBE deriva dalle numerose testimonianze autobiografiche di chi ha sperimentato un’esperienza extracorporea. Spesso questi episodi avvengono in momenti di pericolo estremo, come incidenti o malori, in cui la persona dichiara di aver osservato le operazioni di soccorso sul proprio corpo da un punto di vista esterno, altri raccontano di aver visto particolari di ambienti lontani poi riscontrati esatti. 

Gli studi su questi casi sembrano suggerire come in alcuni OBE si possa mantenere una capacità percettiva al di fuori dei normali sensi, con possibili risvolti parapsicologici

Tuttavia, andrebbero esclusi fattori suggestivi o errori di memoria, infatti ad oggi è un tema che necessita di ulteriori indagini prima di trarre conclusioni definitive.